Révolution
Streetposter collage
oggi vi presento la mia opera numero 60, realizzata nel mese di Marzo 2025 dal titolo “Révolution“
Technique: Paper / Acrylic / Painting on canvas
Size: 100x80x2 cm
Year: 2025 / Rome
Immagine caotica, anarchica, quasi casuale. Il disordine è una scelta, un atto di guerra contro l’ordine prestabilito. La tela è un campo di battaglia, segni che si sfidano, si scontrano, si cancellano a vicenda. È il linguaggio dei muri di una città che urla, delle notti percorse da sogni di libertà e da rivoluzioni che non finiscono mai davvero.
Ogni strappo, ogni graffio, ogni sovrapposizione di colori e parole è una dichiarazione di ribellione. Non esiste equilibrio, non esiste armonia convenzionale: c’è solo la tensione pura, il contrasto, l’energia di qualcosa che sta mutando sotto i nostri occhi. È il caos che precede la nascita di una nuova epoca.
Parigi rivoluzionaria brucia tra la paura e la speranza. Le strade sussurrano il terrore della ghigliottina e gridano il bisogno di cambiamento. In questo vortice di eventi, un giovane ufficiale corso, di nome Napoleone, osserva e capisce ciò che pochi sanno ancora: nel caos si cela sempre un’occasione, e chi sa coglierla scrive il proprio nome nella storia.
'Non v'è rivoluzione senza furore popolare, non v'è furore di popolo scatenato senza disordine.'
-Napoleone Bonaparte
Napoleone, strappato dal suo Olimpo dorato, diventa un’icona ribelle, un manifesto che sfida il tempo. Il vento della rivoluzione lo sospinge, ma attorno a lui non c’è più l’ordine solenne degli dèi della gloria a guidare la sua mano. C’è solo il turbine impetuoso della rivolta, l’energia grezza della trasformazione.
L’opera lo dice senza mezzi termini: sono solo schegge di memoria, graffi di ribellione, il rumore assordante della storia che si riscrive e si distrugge. Il potere trasforma e divora, si fa e si disfa come la carta strappata dei manifesti sui muri. Si lacera, si deteriora. Ma poi prende di nuovo vita, si riattacca, si ricompone, assume una nuova forma. Proprio come dopo una "Révolution".
'Nessun generale dei tempi antichi e moderni ha vinto tante grandi battaglie in così poco tempo con mezzi così scarsi e su nemici così potenti'
-Stendhal, Vita di Napoleone
E cosa rimane dopo la tempesta? Le macerie di ciò che è stato, il fremito di ciò che verrà. Perché ogni rivoluzione porta in sé la sua stessa dissoluzione. Nulla si conserva intatto, nulla resta immobile: il cambiamento è l’unica costante, la distruzione è il primo atto della creazione.
Napoleone cavalca ancora, oltre il tempo e le convenzioni e la sua rivoluzione vive dentro ogni rivoluzione.
Forse, dentro ognuno di noi.
… e come sempre: guardiamo, leggiamo, pensiamo e poi ricominciamo.
Ciao, stai bene!
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